I conti in tasca

Fitto o sfitto? Quanto costa affittare e quanto costa non affittare?

Oggi quanto conviene essere proprietario di una seconda casa? Molti rispondono a questa domanda mettendosi letteralmente le mani nei capelli!

E come dar loro torto? Luoghi comuni quali: “la seconda casa costa il doppio della prima“, oppure “avere una seconda casa di proprietà è un lusso“, ecc….. sono sulla bocca di tutti.

E’ vero che ci sono imposte maggiori sull’acquisto, non ci sono riduzioni sulla tassazione comunale (IMU, TARI e TASI), i contratti per le utenze domestiche sono più salati rispetto alla prima casa. E poi la seconda casa fa “reddito”, quindi va inserita nella dichiarazione fiscale.

MA NON E’ TUTTO!

La seconda abitazione è anche una opportunità.

Eh?

Si hai capito bene, un’OPPORTUNITA’!

Se sei proprietario di una seconda casa, ascolta bene cosa ho da dirti.

Quello che “non puoi fare” con la tua seconda casa (e neppure con la prima, se per questo) è scegliere di tenerla VUOTA.

Questo, se lo stai facendo, è la tua rovina!

Facciamo il “conto della serva” per capire se conviene AFFITTARE o NON affittare.

Il tuo appartamento SFITTO è soggetto orientativamente ai seguenti costi in capo all’anno:

  • IMU, TARI e TASI (tre tributi oggi unificati nella IUC, Imposta Unica Comunale), mediamente quantificabili in oltre 1.000 euro annui;
  • utenze domestiche, diciamo intorno ai 600/700 euro l’anno;
  • gestione e manutenzione (caldaia, condominio, riparazioni varie) per un altro migliaio di euro circa all’anno;
  • IRPEF, se la seconda casa è ubicata nello stesso comune della prima.

Se invece la tua casa produce un reddito, ovvero se scegli di AFFITTARE con un contratto di locazione tradizionale, riesci a malapena ad ammortizzare alcuni costi di quelli sopra quantificati, ma dovrai comunque considerare il costo per l’imposta di registro sul canone di locazione e mettere in conto il rischio che l’inquilino debba essere sfrattato per morosità o scadenza del contratto; in quel caso, oltre le spese fisse per il ricorso al giudice (tasse, diritti, notifiche, ecc…), c’è anche la parcella dell’avvocato. Per un procedimento di sfratto un legale può arrivare a chiedere una media di 1500 euro.

Quindi cosa fare? E’ molto semplice: scegli la LOCAZIONE BREVE a scopo turistico. I numeri sono importanti e sono sempre di più i viaggiatori che scelgono una vacanza in appartamento. Ma sono appetibili anche quelli che si muovono per motivi di lavoro, sport, studio, ecc….

Per saperne di più sulla locazione turistica e sugli adempimenti necessari per essere in regola, ho scritto un articolo in questo blog e lo puoi leggere qui. Ma poi torna perché stavo proprio ora arrivando al “focus” del mio ragionamento.

I proventi della locazione breve, o turistica, in forma non imprenditoriale, possono rientrare nella cedolare secca, ovvero la tassazione agevolata.

Il tuo appartamento può fruttare anche 10.000 euro all’anno se ha determinati requisiti indispensabili per essere appetibile ai turisti.

Difficilmente potrai ottenere un reddito di questo tipo con la locazione tradizionale, oltre ad evitare tutta una serie di problematiche da risolvere. Hai già letto il mio articolo “Fitto o sfitto? Come far fruttare un appartamento vuoto?”

Ricapitolando, con la locazione turistica hai i seguenti benefici:

  1.  eviti le annose questioni legali di sfratto per morosità
  2.  accedi liberamente ad ispezionare la tua abitazione
  3.  aumenta il valore commerciale dell’immobile nel tempo grazie al reddito percepito

Quindi cosa aspetti ad affittare il tuo appartamento in un alloggio turistico?

NON SAI DA CHE PARTE COMINCIARE?

SCARICA questa Check-list Gratuita dove trovi l’elenco di TUTTO quello che serve per affittare il tuo immobile ai turisti